Uomini celebri

guglielmo sirletoSi ricordano gli uomini celebri di un determinato paese uomini non per ignorare o disprezzare il popolo, ma unicamente perché o vengono nominati nei documenti o perché hanno portato lustro al proprio paese natale, con le loro opere o con il loro ingegno. Nel ricordare gli uomini che hanno dato lustro a Guardavalle procederemo in ordine cronologico.

Francesco Riytano nel 1540 era procuratore del feudatario Giovan Geronimo Morano nell’esigere le entrate del feudo di Burgorusso. Costantino Minnffi fu famoso come notaío nel 1541.

Guglielmo Sirleto, antenato del cardinale Sirleto, “capitano di Fanteria… sì valorosamente si passò con l’arme in mano nella guerra di Otranto che in memoria eterna del suo valore, dal Re Ferdinando d’Aragona gli fu concessa l’ìnsegna che spiega questa casa del Leone sbarrato con ferro in mano, quasi che valor di Leone havea mostrato con la spada in mano in quella factione il Capitan Sirleti”.

Guglielmo Sirleto fu amico molto caro a S. Francesco di Paola Cardinale Guglielmo Sirleto Tommaso Sirleto, figlio di Guglielmo e padre del cardinale, “oltre di essere stato un buon dottore in legge e tenuto in istima dal Vicerè D. Pietro Toledo, nel 1525 fu prescelto per sindaco dè nobili della patria sua”.

Ludovico de Rinaldis, cugino del card. Sìrleto, con diploma del 13 luglio 1541, fu colmato di doni da Carlo V, di cui fu per lungo tempo segretario. “Ludovico Rinaldis, gentìl’huomo da Guardavalle, servì lungo tempo di Segretario la Maestà Cesarea dell’Imperador Carlo V da cui, perciò, sperimentato per huomo di grandi talenti l’avanzò al governo di Milano, ove anche si casò con d. Violante Maraviglia, e d’indi a quel di Barcellona”. Camillo Salerno, “alfiere di una Compagnia sotto al Marchese di Arena Generalissmo dell’esercito: e militando sotto Carlo V e Filippo Il Re suo figlio anni 62, si trovò presente ìn diverse battaglie sette volte. Morì in età di anni 113 a’ 27 di marzo 1627″. Sigismondo de Rinaldis, maestro di campo dell’esercito spagnolo, morì nelle Fiandre nel 1603.

Scipione de Rinaldis fu “comandante militare in Belgio nel 1603″. Maurizio de Rinaldis apparteneva alla nobìle famiglia de Rinaldis, da Carlo V arricchita di diversi privilegi. Nel 1599, epoca della congiura di Tommaso Campanella contro la monarchia spagnola, Maurizio aveva 27 anni, era “giovane, nobile e fuoruscito per omicidio”. Era anche “di grande intelligenza7. Gli Storici riconoscono Maurizio come il braccio destro della congiura campanelliana: prova ne sia che a Davoli presiedette la riunione nella quale il filosofo di Stilo presentò ai convenuti il progetto della rivolta, e andò poi in giro ovunque contava amici per raccogliere proseliti.

I congiurati appartenevano ai paesi limitrofi e rappresentavano tutti gli strati sociali: sarti, domestici, orefici ecc. Di Guardavalle c’era Marcello Salerno, sarto, carcerato poi anch’egli per la congiura. Maurizio Rinaldìs trattò anche con Amurat Rais per avere l’appoggio dei Turchi nella rivolta campanelliana e per il riscatto di quattro persone di Guardavalle, prese come schiave dai Turchi.

Una volta scoperta la congiura e messo in carcere, sopportò con nobile fierezza i tormenti a cui fu sottoposto, ma non confessò nulla. Riconosciuto capo della congiura, fu condannato a morte: il 4 febbraio 1600 “Maurizio venne condotto al patibolo, e di rimpetto al torrione dei Castel Nuovo, dal quale i suoi compagni di sventura poteano vederla, lasciò miseramente la vita col capestro a soli 28 anni”. Lasciava una figlia dì tre anni, chiamata Costanza, la moglie Giulia Vitale, ed una sorella di 30 anni, anch’essa di nome Costanza, vedova.

Giovanni Berardino Galeota fu comandante militare in Belgio, con il grado di maestro di campo. Girolamo del Balzo, “più volte insignito a Roma della toga senatoria, cioè nel 1606 e nel 1616, era figlio della sorella di Guglielmo (Sìrleto). Morì a Roma l’8 giugno 1626 e fu sepolto nella chiesa di S. Giacomo”. Sulla sua tomba si legge quest’epitaffio: „D.O.M. HIC RECONDITA SUNT OSSA HIERONYMI DE BALZO DE SIRLETIS EX SORORE NEPOTIS GULIELMI CARDINALIS SIRLETI” Scipione Sirleto, “giureconsulto celebre, graditissimo a Urbano VIII e Innocenzo X. Morì in Roma nel 1635 e fu sepolto nella chiesa di S. Francesco di Paola ai Monti”. Francesco Galeotta, “cornandante militare; morì a Tortona circa l’anno 164T. Matteo Salerno nel 1657 acquistò per 8.700 ducati la baronìa di Argusto da Bemardino Marincola . Francesco M. Spedalieri fu ministro di Filippo di Borbone, duca di Parma dal 1748 al 1765.

Luigi XV, re dei Francesi, lo insignì della croce del Sacro Ordine Militare di Gerusalemme. Fu anche per qualche tempo legato presso i papi Clemente XIV e Pio VI. Morì all’età di 66 anni. La sua tomba con la lapide (dalla quale abbiamo preso queste notizie) si trova nella cappella Spedalieri della chiesa matrice; fu costruita per volere di Pietro Spedalieri nel 1797 ed è analoga a quella del vescovo Nicola Spedalieri, posta di fronte nella stessa cappella. Francesco Spedalieri, figlio di Nicola e di Carolina Nostrale di Polistena, appartenne alla sezione “Cacciatori VeneW col grado di maggiore dell’Armata Veneta. Durante le rivoluzioni del 1848, a Venezia fu cacciato il presidio militare austriaco e fu costituita da Daniele Manin la republica autonoma di S. Marco.

Nel giugno del ’49 gli Austriaci attaccarono Venezia e, dopo lunga e sofferta resistenza, la costrinsero a consegnarsi di nuovo nelle loro mani. Francesco Spedalieri partecipò alla difesa di Venezia e si guadagnò la medaglia d’argento del Leone di S. Marco e una croce di guerra. Nel 1859 ricevette una medaglia anche dalle mani.

Comments are closed.